Ciao ragazzi, sono qui per abbandonarvi, dato che ho deciso di lasciare tutto ciò che avevo costruito qui. Abbandono tutto, perchè questo fa parte del passato. Sinceramente, mi dispiace in parte proprio perchè mi ha aiutato a diventare un po' matura. Ma questo fa parte del passato e ho deciso di toglierlo dalla testa. Lascerò aperto il blog, non cambierò niente, ma mi trasferirò su un mio forum che fa parte delle fan fiction. Lì metterò su qualcosa di me, perchè ho capito quali persone fanno parte di me. E con qui ho finito, non cercatemi, non scrivete commenti del cazzo, come se mi conosceste ok?
Ah dimenticavo, GRAZIE INFINITE A TUTTE COLORO CHE MI HANNO COMMENTATO E MI STIMAVANO. DAVVERO UN GRAZIE ENORMEEEEEE <3
Madò... Tra un po' inizia quella cazzo di
sQuola
(mi raccomando con la Q)
Allora... Dobbiamo trovare quel cazzo si
Skandar su myspace. Allora lui è un tipo che ha una faccia da culo, però ha un
bel fisico o no? Tu che dici ***?
Beh, spero anche che la mammina accetti
sennò facciamo un bordello. Cioè un GNARGNIA. XD Chi la capita bene sennò siete cazzolesi. Poi appena lo incontreremo oppure lo incontreRAI (LOL)
faremo:
- tagliargli i capelli, anzi direttamente
la testa (sinceramente ha di capelli che fanno vomitare) Se tagliassimo la testa
invece sarebbe molto ma molto meglio. Ha 16 anni ed è un po'
ceffo.
- poi diremo "hee'ssssssss ssssssssssoooooo hhhhhhhhhhoooooooootttttttt"
perchè è molto hot lui. Ha una faccia che fa venire una voglia di sesso
incredibile -.-°
- poi chiederemo perchè ha il myspace
privato cazzo. Ma perchè lo fai? Ma sei cazzone? Ma almeno, fatti desiderare SKAKKAR XDDD
- poi basta.
Per quando riguarda IL MIO COMPORTAMENTO, cioè è come quello della checca
ù.ù
Perchè sinceramente, è troppo una femmina
>.< quindi la missione mia e di *** sarà andare da Pill, fare la spesa con
lui, spiegare cos'è un PULISCI
WC della CILLIT BANG. Sgrassa nel profondi zizi XD
Poi prendiamo la carta ULTRASTRONG per il culo dello scimmione anche se ha bisogno di
qualche giro di carta in più.
Dopo siccome i capelli della checca non
stanno su da soli perchè deve usare la lacca della non so cosa, e lo scimmione
deve usare la piastra sennò non vive, li PRELEVIAMO e li mettiamo davanti all'uragano Gustav, così i
capelli della checca petulante si piastrano e si elettricizzano (non so se si
dice così xD) e poi lo scimmione così si stirano i
capelli.
E poi l'altro, il belloccio demmamma, si
deve preparare alle mie perversioni sennò gli taglio i vermi che ha sulla
testa.
Poi un giorno la checca andra da *** e
comincerà:
- aaaaaaaaaaaaaaaaa! Ho un'unghia spezzata! -
Se fossi li lo reaserei, poi farei: -.-"
E sicuramente se ne andrebbe facendo i
suoi grugniti o orgasmi con le caramelle tipo:
- hhmmmhhhmmmm - li tante cazzofan
diranno "Oh Bill ti amo, mi fai impazzire, ti sbatto"
E io e *** = -.-°
E loro: "ti amooooooooo scopa con me"
E io e *** = -.-°°
E loro: "facciamo un figlio? entriamo nel monsone io e te si dai così
scopiamo"
E io e *** = -.-°°°
E così via.
Dopo boh.
Dai ragazze, lo so che è una minchiata tutto quello che ho scritto, ma perdonatemi, ho cannat poco fa. muhahahah XD
Ciao ragazze! XD Eccomi con il quinto chappy della FF! :P
Allora, vi avverto di una cosa: chi ha letto twilight, vedrà che sembra molto simile, ma tranquille che non ho copiato niente, mi è saltato il pirlo poco fa! Senza nemmeno farci caso... Mentre la scrivevo mi è venuto in mente che somigliava, ma ormai ero già troppo avanti. CI SARANNO PIU' COMMENTI DI PRIMA? Speriamo... ç_ç
Buona lettura :P
Quinto capitolo.
Tornai a casa a piedi, attraversai la casa di Jared che aveva insistito a portarmi a casa, ma con il mio carattere testardo non accettai. Chissà perché... Per incontrare il ragazzo sulla Caddillac? Beh, si. Oltrepassai il parco e vidi l'auto parcheggiata proprio vicino al salice piangente. Ebbi un brivido. Paura, imbarazzo... Chissà che stava pensando quel ragazzo. La mattina dopo uscii di casa e come ogni mattina Francy stava sulla soglia ad aspettarmi. - allora? Come è andata la serata? - domandò Francy, abbastanza incuriosita. - ehm... Ci siamo baciati... - lo sussurrai. - cosa? cosa? COSA? Ah! Sono troppo felice! E adesso state insieme? - i suoi occhi erano pieni di curiosità. - non proprio... Cioè non mi ha chiesto niente, anche perchè io non voglio... - fissai la strada. - cosa? Ma non ti piaceva? - - beh... Veramente... Non mi interessa più così tanto... Però non dirgli niente mi raccomando, perchè lo voglio come amico okay? - non ero di buon umore, soprattutto perchè la Caddillac non era parcheggiata dove doveva. - okay... Ti interessa un altro? - aveva diminuito il suo tono di voce, era più seria e un po' dispiaciuta. - ovvio, ma meglio non parlarne - sempre a fissare i sassolini della strada, il vento che sfiorava l'erba... Arrivammo a scuola e ci sedemmo sul cornicione. Da lontano spuntarono i soliti cretini e da solo Jared. Francy avventò la sua mano per posarla sulla mia gamba. - ehi... Jared - quasi allarmata. - l'ho visto, stai tranquilla... - cercai di mostrarmi tranquilla, ma non lo ero per niente. Si avvicinò, abbozzò un sorriso. Non mi parlò. Forse aveva capito che lui non mi piaceva molto. Quella maledetta Caddillac passò davanti a me. Rimasi pietrificata. Ancora? Un brivido allo stomaco, sentìì come un vuoto dietro di me, come se stessi cadendo in un buco senza fine. - cazzo... - - ehi che c'è? Stai male? - domandò Francy preoccupata. - no no, tutto a posto... Tranquilla - A quel punto la campanella suonò, non mi mossi, continuai a guardare la strada pensando dove possa essere andato. Entrai e mi sedetti al mio posto. Storia di prima mattina, non era un granchè... Non avevo voglia di ascoltare, di prendere appunti. Solo voglia di pensare a quel ragazzo, disegnarlo. Continuai a pensarlo fino a quando Aaron interruppe i miei pensieri proprio accanto a me. - amore a cosa pensi? - mi guardò con sguardo malizioso. Improvvisamente mi girai, sentii la sua mano sulla mia gamba. Provai brividi sentendo la sua mano accarezzarmi la coscia. - che cazzo fai? Togli quella mano e poi non sono cazzi tuoi quello che penso - risposi a bassa voce, innervosita. Tutto sommato, avevo passato una giornata non molto bella ma proprio mentre uscivo successe tutto. Mi diressi sul marciapiede ornato dei soliti alberi, mi sistemai i miei capelli lisci in avanti pettinandomeli con le dita, sistemai la tracolla e inforcai gli occhiali e camminai verso casa. Attraversai la strada ma a metà delle striscie un'auto mi fece perdere l'equilibrio cadendo così a terra. Quell'auto era una Caddillac, nera, lucida, forse appena passata dall'autolavaggio. Caddì a terra un po' tramortita, mi faceva male il sedere e il polso destro, avendo caricato tutto il peso del mio corpo su quel polso. - Ahia... - feci io, il sole batteva su di me, mi sentivo scottare e dolorante. Non vidi bene chi stava per soccorrermi, era grande di sicuro. Sentii sussurrare alle mie orecchie una specie di "stai bene" ovvio che non capivo, poi mi concentrai di più. Una mano estranea alle mie si posò sul mio viso. - Mi senti? Ehi? - Si lo sentivo ma non avevo voglia di rispondere, non avevo forze, sentii un dolore atroce sul fianco, come se qualcuno mi avesse dato un pugno fortissimo. Emisi un gemito, per dare "segni di vita". - ahi... - Sentii il polso destro e il fianco sinistro dolermi, il sedere cominciava a dolermi di meno. - ehi no no aspetta... Ti prendo io... - una voce rassicurante, abbastanza profonda. Sentii prendermi dall'asfalto, trasporarmi come un piuma e facendomi sedere su qualcosa di morbido, sembrava un sedile di un'auto. Aprii leggermente gli occhi, cercando di mettere a fuoco il volto del ragazzo che mi aveva soccorso qualche instante prima. No. Non era possibile. Quel ragazzo. Quello che mi vedeva sempre, che mi perseguitava. - stai bene? - fece lui preoccupato. Mi guardò intensamente con quegli occhi espressivi color nocciola. - si... Un po' meglio - una voce fievole uscì dalle mie labbra. Lo guardai negli occhi, davvero stupendo. Occhiali da sole chiari, dove si potevano vedere gli occhi facilmente. I capelli erano strani, erano uniti da un laccio facendo una coda, aveva i dreadlockers, strano per un ragazzo così. I vestiti erano larghi, taglia XXL. Notai tutti questi dettagli in qualche secondo. Non ci credevo neanche. - sei sicura? - mi prese una mano. Brividi. - si, perlomeno si... Ma tu chi sei? - domandai curiosa. Mi guardò un po' strano, non sapevo perchè... Sembrava quasi infastidito che non lo conoscessi. Forse perchè tutta la gente di Loitsche lo conosceva. - quello che ti ha investito poco fa... Mi sento tremendamente in colpa, visto che sono sempre attento quando guido - - si, è stata colpa mia... Non ho guardato prima di attraversare, che stupida che sono! - mi morsi il labbro, mi sentii a disagio dopo l'accaduto. - ehi ma capita a tutti di sbagliare... Comunque ti avevo visto ma non mi sono fermato, quindi la colpa è mia. Scusami tu - Tolse gli occhiali da sole, ammirai i suoi occhi... Stupendi. - no ehi... Non ho guardato io... Scusami tu - abbassai lo sguardo. - per quanto andiamo avanti? - portò le labbra da un lato facendo un sorriso. Il piercing che portava al labbro si mosse velocemente. Sorrisi imbarazzata. - ehi ti ho messo in imbarazzo? - il suo sguardo penetrò i miei occhi appena alzai lo sguardo verso di lui. Faceva letteralmente morire. - no non preoccuparti... Forse dovrei andare a casa - sentii il dolore più forte che mai al polso e sul fianco. Emisi un gemito appena mi mossi. Non sentivo nessun dolore guardando lui. - ehi non stai bene... Senti ti porto al prontosoccorso - si eresse in piedi per andare al posto di guida, senza che io accettassi o no. Mise in moto l'auto senza farmi parlare. - aspetta, non voglio disturbarti, devo tornare a casa, mi passeranno i dolori... - sussurrai io, quasi per paura che controbattesse in modo antipatico. - ma scherzi? Forse ti sei fratturata una costola e il polso, e poi dopo averti investito non devi nemmeno disturbarmi, dovrei farmi perdonare invece - rispose agitato il ragazzo. - ma cosa te ne frega di me... Non mi conosci nemmeno, cioè... Prendi l'occasione per andartene e scampartela dall'assicurazione - feci io, ancora dolorante. Facevo fatica a parlare. Non rispose, almeno per il momento. Ci fermammo al semaforo. Quanto avevo capito mi stava davvero portando all'ospedale. - perchè dovrei fregarmi di te? Insomma... Sei un essere umano, io non voglio che tu stia male, anche se non ti conosco - con voce un po' infastidita. - si è vero, scusami per la risposta di prima... Ahi - mi scostai un attimo per mettermi più comoda, ma era letteralmente il contrario. - ehi ehi tieni duro siamo quasi arrivati - mi prese la mano. - perchè mi prendi la mano? E' la seconda volta... - lo guardai strana. - se non vuoi... Sono piuttosto emotivo... Abituato con le mie fan - disse il ragazzo con tono tranquillo. - hai delle fan? - feci stupefatta. - si, nel senso piaccio ad alcune ragazze... Sai com'è - si lodò un po' ma si capiva che non diceva la virità. - e le chiami fan? - Annuì. Appena arrivammo, il ragazzo mi prese in braccio. Immediatamente sentii un dolore atroce al fianco e al polso. - ahi - gemetti e chiusi gli occhi. Il ragazzo si mostrò dispiaciuto e immediatamente la portò all'interno subito dopo vidi mio padre.
Ed eccomi a postare... Anche se non ve ne fotte ma tanto un giorno chiuderò, perchè gli ANONIMI passano e non commentano nè?
Terzo capitolo.
Ero davanti al mio armadio a scegliere i vestiti. Li facevo scorrere uno dopo l'altro, tendandone di scegliere uno, che a quanto pareva, non ne ce ne era uno giusto. Ne vidi uno. Mi soffermai su quello e pensai che forse poteva essere quello giusto. Un vestito violetto, quasi sul lilla, con delle spalline sottili, era quello giusto. Al vestito si abbinavano delle ballerine bianche, con un piccolo fiocchetto color panna. Perfetto. Poi mi truccai lievemente: volevo essere al naturale, senza una "maschera" sul volto. Sentii il campanello. Feci un sussulto. Cavolo! Era già arrivato! Scesi le scale velocemente, aprii la porta e lo vidi sorridente, un bellissimo sorriso. Peccato che non mi piacesse più. - ehi, come sei carina stasera - mi guardò con uno sguardo dolce. - grazie - abbassai lo sguardo, in cerca di un punto di riferimento per non roteare continuamente gli occhi. Mi prese per mano, ebbi un brivido e probabilmente se ne accorse. Uscimmo dal cancellino, vidi un'auto parcheggiata, sospettai che fosse quello che avevo visto ieri: stessa auto e soprattutto stessa targa. Ero preoccupata. Mi pedinava? Mi bloccai un istante, guardai tutto il vicinato. Alzai lo sguardo verso il cielo nero, illuminato da stelle, poi fissai Jared che allo stesso tempo mi guardava. Ero in leggero imbarazzo. - stai bene? - si chinò abbastanza dato la sua altezza, appoggiò la mano sulla spalla e mi guardò negli occhi. Mi perdevo soltanto a guardarlo. Ma... Pensavo solo a lui, seduto in quella macchina. Ma come possibile? Solo una volta l'ho visto. - si certo, tranquillo. Dove andiamo? - chiesi io. - beh, dove ti piacerebbe andare? - mi aprì la portiera dell'auto come un principe. - mmm - sbottai. Chiuse la portiera e si diresse verso la guida. - ti porto in un posto che ti piacerà sicuramente - mi sorrise, poi accese il motore. Ci fu praticamente silenzio per tutto il viaggio, tranne qualche "si" e "no" risposti a botto, tanto per non deluderlo. - mi piaci molto stasera - una voce quasi fioca, morbida. Gli occhi sulla strada. Sorrisi e non mi voltai. Guardai fuori dal finestrino, vedevo ogni cosa a tutta velocità, non riuscii a mettere a fuoco. Ma... La cosa che mi fece spaventare è che la stessa auto che vidi proprio quella volta era li che ci seguiva. Ebbi uno spavento. Paura. - eccoci arrivati - disse Jared. Guardai fuori. Era semplicemente stupendo. Stelle che illuminavano il cielo di notte. Il vento che sfiorava l'erba e gli alberi facendo in modo di squoterli lievemente. - ti piace? - sentivo che si stava avvicinando da dietro. - stupendo, davvero - non sapevo più dove guardare talmente era bello. - mi fa piacere. Siediti qui dai - mi invitò a sedersi in mezzo alle sue gambe, ad ammiare il paesaggio. - oh no grazie, non voglio disturbarti - cercai qualche scusa, spero convincente. - ehi! Non c'è problema! Dai vieni qui - mi sorrise e mi fissò con quegli occhi bruno intenso che adoravo. Accettai e mi sedetti in grembo a lui. Sentii abbracciarmi forte, quasi con desiderio. - sai... Mi piace stare qui con te - sbottò lui. Un brivido mi percorse la schiena. Il problema: non mi piaceva più lui. Presto lui si avvicinò a me, quasi per avere un bacio, ci stava provando. Ma... La mia testa era tutt'altra parte. Pensavo a quel bellissimo ragazzo che avevo visto. Ero completamente persa per lui. Ma constatai la situazione: potevo non piacergli per niente, e perdere Jared solo per lui? Cavolo, non sapevo come fare. Si avvicinò di più fino a quando non riuscii a mettere a fuoco. Chiusi gli occhi, ormai non potevo fermarlo. Mi avvicinò ancora di più con la sua mano e sentii il contatto tra le mie labbra e le sue. Mi ripiaque subito. Mi piaceva quel bacio, morbido, ma soprattutto gli piacevo. Ma... Ero completamente confusa. Pensieri rivolti solo a quel ragazzo... Che fare? Ce ne fu un altro intenso, meglio del primo. Mi piaceva. Si staccò piano, mi sentivo come su una nuvola. Ma perchè quell'altro non mi si toglieva dalla testa? Volevo tanto che fosse proprio lui. Quel ragazzo così strano, sguardo che lasciava in dubbio. Ma davanti a me c'era Jared. - scusa, non ho dato tempo al tempo... - abbassò lo sguardo, fissò l'erba mentre lo guardavo. Mi faceva pena. Gli piacevo ma a me lui non piaceva. Avevo pena per lui. Proprio adesso non doveva piacermi più? Non parlai. Mi guardai attorno cercando qualche punto di riferimento su cui concentrarmi. Cavolo, che potevo fare adesso?
Ciao a tutti belli e brutti. Questo blog è di proprietà della sottoscritta che si era iscritta ben due anni fa. Era una delle prime fan dei TH, ultimamente li ho quasi abbandonati perchè non me ne frega più di tanto. Ho deciso che questo blog rimarrà chiuso, fa parte del mio passato e non voglio continuare a rimuginare ciò che sta alle spalle. Ringrazio ovviamente tutte le mie fan delle mie fan fiction orrende e anche chi mi è stato vicino e chi mi ha voluto bene.